Nascere e vivere con consapevolezza

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Nascere, vivere e morire sono eventi della stessa natura che si tendono su un arco di tempo più o meno ampio. Sono eventi interconnessi, matrici di un’esperienza unica, personalissima e collettiva allo stesso momento. Il modo in cui nasciamo determina, oltre la direzione della nostra vita il mondo attorno a noi, nel senso che noi creiamo il nostro ambiente in base a quello che siamo.

L’attuale crisi globale del mondo, di tutte le sue strutture e di tutti i suoi valori, che lo porta sull’orlo dell’autodistruzione trae origine dall’allontanamento dalle leggi della natura, dalla madre, dalle leggi ecologiche. Oggi il controllo sulla natura crea l’illusione di una sicurezza che quotidianamente la stessa natura smentisce.

L’individualismo, spintosi all’estremo, ha messo in secondo piano la consapevolezza che in realtà noi esseri umani funzioniamo insieme agli altri e al nostro habitat come un unico sistema interagente. Ce lo devono ricordare e re-insegnare i popoli nativi per esempio, le culture matristiche, le esperienze insieme.

Natura ha previsto che la nascita sia un evento relazionale e di amore che lega il cucciolo alla madre e vivere la nascita nella sua dimensione umana ci offre un insegnamento di cui oggi tutti abbiamo estremamente bisogno, compreso i bambini che arrivano in questo nostro mondo.

La consapevolezza e il rispetto della nascita e della vita, la ricerca di una dimensione globale, relazionale e affettiva è a mio avviso la radice per armonizzare il mondo e favorire la crescita di bambini e adulti sani.

NASCERE E VIVERE CON CONSAPEVOLEZZA è una scelta individuale ma necessita di condivisione. Necessita di saperi, di strumenti, di confronti: a questo vorrei dedicare questo blog.

IL DOLORE DEL PARTO NEL MONDO

Il libro “In Patagonia con Verena Schmid”

Il “DOLORE DEL PARTO” viaggia nel mondo. E’ arrivato anche in Patagonia.

In Italia ora ne è uscita una nuova versione aggiornata e completata: VOGLIA DI PARTO. METODI E TECNICHE PER GESTIRE LE DOGLIE E RIDURRE IL DOLORE

Terra Nuova ed: www.terranuova.it

LA VIOLENZA OSTETRICA – POSSIBILI CAUSE E POSSIBILI RIMEDI

La violenza ostetrica, oggi tema di attualità, in realtà è un fenomeno diffuso da tempo. Le donne finalmente ne parlano, ma la subiscono anche i neonati che non possono dirla.

Il comportamento violento o di disrispetto, benché agito da persone singole, è indotto dall’ambiente che condiziona fortemente le azioni delle persone, ma anche dal processo stesso del partorire.  Senza togliere la responsabilità personale di chi agisce il disrispetto, occorre essere consapevoli, che l’ambiente può attivare certi aspetti emozionali soprattutto se non elaborati negli operatori e autorizzare comportamenti che sono tabù in altre situazioni. Questo condizionamento contestuale si esprime maggiormente in chi è debole emotivamente o carico di esperienze personali difficili non elaborate. Infatti, si basa anche su un senso di impotenza e l’uso difensivo del potere autoritario esercitato sull’altro, soprattutto se l’altro si trova in una situazione vulnerabile. Continue reading

IL RE E’ NUDO – Il falso mito della sicurezza dell’ospedale per il parto normale

Attenti, si nasce!!!

L’adrenalina schizza in alto, numerosi personaggi entrano in scena, incitamenti come sul ring del box confondono la madre che sta tentando di spingere fuori da sé il suo bambino, spesso distesa sulla schiena, esposta agli sguardi di tanti, impossibilitata a seguire il suo corpo.
Tra spintoni e tiraggi esce il bambino, applausi – e la platea si svuota, il bambino sparisce. Rimane una donna svuotata e sola sul suo lettino da parto.
Un parto naturale, esultano gli addetti ai lavori!

Silenzio, nasce un bambino!

Le luci si spengono, la donna, sostenuta dal suo partner, si accoccola a terra in un angolino che sente protetto e intimo e respira fuori il suo bambino, assecondando le spontanee spinte a onde del suo utero. Presente è solo l’ostetrica che vigila e assiste. Il bambino scivola fuori e viene accolto subito dalla madre sorretta dal padre. Il silenzio accoglie le prime espressioni vocali del bambino, che non sempre sono il pianto, le voci materne e paterne lo rassicurano e accolgono. Esplode la gioia, spesso accompagnata da una risata liberatoria. L’ostetrica rimane vigile e tiene fuori chi non c’entra niente con la scena.

Un parto normale, fisiologico, senza punti esclamativi.

Due scenari possibili ovunque! Continue reading

Sarah Buckley

Effetti a breve e lungo termine sia sulla donna che sul bambino di interventi di routine
Sarah Buckley, australiana, medico di famiglia, ricercatrice e mamma di 4 figli è fautrice del parto naturale, ma con l’occhio acuto della ricercatrice. Riesce a unire una visione globale della maternità con una ricerca accurata di risultati scientifici che la confermino. Indaga non solo sui potenziali danni della medicalizzazione a breve e lungo termine, ma analizza anche i danni conseguenti al disturbare o inibire i processi fisiologici che sono accuratamente descritti. Inoltre riporta tutte le recenti ricerche rispetto ai processi di attaccamento, allattamento e accudimento precoce. Nel suo libro ldal Titolo: Partorire e accudire con dolcezza, Leone Verde ed. troviamo quindi ricerche rispetto agli effetti a breve e lungo termine sia sulla donna che sul bambino di interventi di routine come gli ultrasuoni (ecografie, cardiotocografie, sonycaid), somministrazione di ossitocina sintetica, e di interventi come epidurale, taglio cesareo e altri ancora di cui nessuno vuole parlare.
Ma troviamo anche ricerche che rilevano l’importanza della conservazione dei meccanismi fisiologici dei processi del divenire madre, dei flussi ormonali e della loro funzione protettiva. Continue reading

LA SINDROME DA “DEFICIT DI NATURA”

Un interessante articolo comparso su D di Repubblica l’11 febbraio parla della sindrome da deficit di natura, osservata in bambini cinesi cresciuti nelle megalopoli moderne. Studiati per 10 anni, questi bambini, che non hanno mai visto un animale, toccato un filo d’erba, fatto esperienze sensoriali nella natura, che però sanno usare benissimo computer e strumenti tecnologici e sanno tutto, sono stati trovati privi della conoscenza dei meccanismi della vita. Nella ricerca sono infatti stati trovati con sette volte meno possibilità di successo nella vita, più indisciplinati, più dipendenti, incapaci di prendere delle iniziative, più aggressivi, meno capaci di concentrarsi, più fragili fisicamente, meno stabili nella mente, più tristi e più isolati. Gli studioso concludono che solo l’attività nell’ambiente può costruire la personalità, assicurando uno sviluppo completo dell’essere umano. Continue reading