Essere madri a 40 anni: un parto naturale è possibile?

I pregiudizi medici, i tempi condizionati

Hai 40 anni o più e ti avvicini alla maternità? Insieme alla gioia del probabilmente tanto desiderato e atteso evento subito si materializzano pensieri preoccupanti.

La nostra cultura medica ha bollato la donna quarantenne come donna a rischio, anzi, l’età definita a rischio per fare un figlio è stata abbassata a 35 anni, salvo quelle situazioni, dove il medico decide il tempo della gravidanza con la fecondazione artificiale e dove supera anche i limiti biologici della menopausa. Il tempo riproduttivo della donna è fortemente condizionato e limitato. Oggi la donna non è libera di seguire il suo istinto biologico, né di decidere il numero dei figli, né il tempo quando farli, né il come farli, è sottoposta a restrizioni sociali forti. Addirittura la sua condizione ormonale viene stravolta: in età giovane, fertile si fa di tutto per inibirne gli estrogeni naturali, le acque del suo corpo, mentre dopo la menopausa, dove si riducono naturalmente e si trasformano, gli estrogeni vengono somministrati artificialmente in nome di una giovinezza prima inibita e ora esaltata.

In realtà il corpo segnala la sua potenziale capacità della riproduzione con il ciclo mestruale, con la presenza dell’ovulazione e con “l’umidità” del corpo. E’ la menopausa a mettere il limite naturale alla riproduzione, a segnalare, quando il corpo non è più in grado di sostenere una gravidanza, non un criterio arbitrario. Ancora un paio di generazioni fa, i figli della menopausa non erano così rari e donne che partorivano tra i 45 e i 50 anni se ne vedevano. Oggi la durata della vita si è allungata e l’età della menopausa si è spostata di 3 – 4 anni più in là, questo segnala una potenzialità maggiore per il tempo della riproduzione.

Ma quanto dell’allarmismo medico rispetto all’età è vero? C’è veramente un rischio maggiore a fare un figlio oltre i quarant’anni?

 

Dalle statistiche mediche

I dati scientifici ci dicono che con l’aumentare dell’età aumentano i rischi di malattie cromosomiche e di ritardo di accrescimento per il bambino, di ipertensione, gestosi, diabete per la madre.

La gravidanza come anche il parto e l’allattamento, dal punto di vista fisiologico rappresentano uno stress intenso per il corpo. Modificano non solo l’attività di utero e seno, ma coinvolgono la funzione di ogni organo interno del corpo materno, facendolo lavorare di più. Essendo però finalizzato alla riproduzione, questo stress gode di numerosi meccanismi così detti paradossali di compensazione. Quindi in una donna sana la maternità rimane uno stress vivificante, attivante che mobilita nuove risorse e la rende fisiologicamente più forte. Con l’avanzare dell’età può essere (ma non dev’essere) che alcuni organi “fatichino” di più e che quindi lo stress naturale di una gravidanza per quell’organo diventi distress e quindi scompenso. Si tratta allora innanzitutto di conoscere bene il proprio stato di salute e gli eventuali organi bersaglio allo stress generale della vita. L’assunzione di uno stile di vita sano, protettivo, mobilita le risorse disponibili. Una buona gravidanza a termine permette un parto naturale, senza maggiori rischi. I meccanismi di compensazione durante il parto sono molto potenti.

 

Salutogenesi: problema e risorsa a confronto

Anziché proiettarci sui rischi con una visione patogenica, vorrei proporre una visione salutogenica che proietta sulle risorse. Uno stress può essere salutare e attivante, quando è compensato o quando il corpo e la psiche sono in grado di cooperare con esso. Incrementare le risorse, significa incrementare la salute. Mettendo a confronto stress e risorse, ci permette di comprendere meglio, come affrontare l’eventuale problema. Focalizzare sulle risorse piuttosto che sui rischi alimenta la fiducia e mobilita le forze salutogeniche per prevenire, ma anche per affrontare i problemi, quando ci sono e permettere il migliore esito possibile.

 

La diagnosi prenatale

Il primo tema che ti trovi ad affrontare, che ti viene proposto, non appena sai di essere in gravidanza è quello della diagnosi prenatale. Ancora prima che le radici  della fiducia nella realtà di questo bambino nuovo che porti in te si possano creare, vieni proiettata sull’idea di un bambino malato. Certo, ci sono le statistiche! La probabilità aumenta con l’età. Ma la probabilità che il tuo bambino sia sano e forte è infinite volte maggiore, superiore al 90%. I numeri statistici non c’entrano con la tua realtà. Cosa ne sanno del tuo desiderio, dei tuoi sogni, delle tue percezioni, dei messaggi subliminali che ti manda il tuo bambino? Questo specifico bambino nato dal tuo desiderio? Insieme all’ansia per la sua salute potresti percepire anche un’ansia per rischiare di compromettere la tua gravidanza, a quest’età spesso desiderata, con degli esami invasivi.

Alcune considerazioni che ti possono aiutare nella scelta dell’amniocentesi o della villocentesi:

Sappi che la paura di un bambino malformato nel primo trimestre è comune a tutte le donne ed è legata alla scarsa fiducia nel proprio potenziale riproduttivo. Nel secondo trimestre questa fiducia cresce con il manifestarsi del bambino e la paura diminuisce.

Se ascolti il tuo corpo e il tuo bambino nella sua essenza, potrai percepire dei messaggi che ti indicano la strada.

Ripensa al concepimento: ci sono stati altri rischi associati? Motivi per le malattie cromosomiche si trovano anche negli inquinamenti ambientali quanto nell’età. Nel periodo del concepimento sei stata esposta a inquinamenti? (lavori in luoghi dove si usano raggi X, soggiorno in zone industriali ecc.?)

Pensi che in ogni caso, dovesse essere positiva la diagnosi, sceglieresti un aborto terapeutico? Se sì, conviene fare la diagnosi per lasciarti aperta questa scelta, se no pensa a quanto è importante vivere la gravidanza con un’immagine integra del bambino, per la sua stessa formazione.

La pressione sociale e familiare spesso è forte: trova alleati, prima di tutto il tuo partner e comunicagli cosa percepisci dentro di te.

Se decidi di fare un esame invasivo, spiegalo al bambino e affrontalo convinta e rilassata.

 

Il bambino Down

Vorrei comunque spezzare una lancia a favore del bambino Down. Oggi considerato indegno di vivere, è un bambino che può dare molto. La sua natura è diversa, ma non meno ricca della nostra e tocca delle parti in noi che nella nostra società sono inibiti. E’ un bambino estremamente estroverso, affettuoso e sensibilissimo, in particolare all’amore e alle emozioni. Un bambino Down abbandonato non si può sviluppare, ma un bambino Down amato e curato sviluppa delle capacità creative e comunicative di un fascino particolare. Può restituire moltissimo e sicuramente può soddisfare quel bisogno del prendersi cura, di accudimento e di dare e ricevere amore che spesso porta una donna al desiderio di maternità. Oggi poi, con le cure che esistono può raggiungere anche una sua autonomia nella vita adulta.

 

Le risorse per le malattie cromosomiche:

Osserva il tuo ritmo ormonale prima del concepimento. Senti l’ovulazione? Senti i cambiamenti nel ciclo dalla fase preovulatoria alla fase premestruale? Se pensi di avere un ciclo piatto o un ciclo con disturbi puoi regolarlo con le erbe: una tisana di artemisia nella prima metà del ciclo e una tisana di alchemilla nella seconda metà (due tazze al giorno) per due o tre cicli mensili possono stimolare le ovaie in modo fisiologico.

Alcuni mesi prima del concepimento sia te che il tuo partner potete iniziare una pulizia interna del corpo per ridurre le tossine accumulate. Smettere di fumare, mangiare sano e più pulito possibile, assumere un ritmo di vita salutare con più spazio per la relazione, condividere il desiderio del bambino e chiamarlo sono tutti fattori salutogenici. Per la donna è possibile anche ricorrere al metodo “fisarmonica”. Consiste in un dimagrimento rapido per eliminare i depositi di grasso che trattengono gli inquinanti chimici nel corpo per poi riprendere il peso normale, mangiando cibi biologici.

Queste sono modalità per preparare “la terra” nel migliore modo possibile.

Immaginare il bambino bello e integro incide positivamente sul suo fenotipo.

 

Le risorse per prevenire il diabete

La gravidanza richiede molti zuccheri per far funzionare la placenta e per far crescere il bambino. Per questo motivo la placenta produce un antagonista dell’insulina che spesso mantiene più alto i livelli degli zuccheri nel sangue, quando la placenta stessa o il bambino ne hanno bisogno. Ma il pancreas comunque lavora di più. Quindi è importante non sovracaricare quest’organo. Un’alimentazione con il giusto apporto di carboidrati ben bilanciati dalle verdure, il consumo di frutta e l’eliminazione di zucchero bianco anche nei dolci può limitare il lavoro del pancreas e fornire lo stesso gli zuccheri necessari.  Un’elemento da considerare nel metabolismo degli zuccheri è lo stress. Lo stress, soprattutto quello cronico, produce cortisolo il quale tiene alti gli zuccheri nel sangue. E’ importante trovare sempre dei momenti di rilassamento per alternare in modo ritmico stress, impegno e pausa, rilassamento, anche quando la vita, con le sue sfide non ti permette di essere sempre serena.

 

Le risorse per prevenire la gestosi

Le cause dell’ipertensione gravidica e della gestosi sono in parte sconosciute, in parte originano dal primo trimestre della gravidanza, anche se i segni si manifestano nel terzo trimestre. Hanno un ruolo le modalità di impianto del bambino e il radicamento o primo sviluppo placentare, il tipo di legame interiore con il bambino, il sistema neurovegetativo, l’alimentazione.

Le risorse si attivano quindi su questi livelli. Nel primo trimestre della gravidanza è importante favorire l’impianto del bambino, restando più passiva e seguendo le indicazioni del corpo (dormire, ridurre le attività, mangiare diversamente). Visualizzazioni sulla terra fertile e il seme che si radica e cresce possono aiutare.

Nel secondo e terzo trimestre è importante trovare una modalità interiore di comunicare con il bambino e di cercare un legame attivo con lui attraverso i sensi: la voce, la musica, il tatto, il gusto, le immagini mentali. Questo favorisce l’attività placentare.

Con un ritmo di vita attivo – passivo, cioè con l’alternanza tra attività e riposo sia nel ritmo giornaliero che nel ritmo settimanale o mensile puoi favorire una funzionalità fisiologica del sistema neurovegetativo. Attivando particolarmente il sistema parasimpatico, cioè il sistema dell’espansione, del piacere, della gioia, della sessualità, dell’ossitocina attraverso tutto ciò che ti da piacere, le attività creative, i rilassamenti, le visualizzazioni, la condivisione sessuale con il tuo partner attivi le tue risorse più profonde e importanti per il benessere in gravidanza.

Dal punto di vista alimentare è stato osservato che la gestosi in donne vegetariane è molto più rara, quindi il consumo di carne può essere ridotto o eliminato, mentre il pesce favorisce la salute grazia ai suoi grassi poliinsaturi. La vitamina C e il magnesio in dosi alimentari come metabolizzanti e antiossidanti sembrano avere un’importanza salutogenica. Bere abbondanti liquidi favorisce l’attività renale.

 

Le risorse per prevenire il ritardo di accrescimento

Un bambino cresce in base alla funzionalità della sua placenta. Un fattore di crescita fondamentale è rappresentato dagli estrogeni, di cui lui stesso è produttore insieme a te. Gli estrogeni sono gli ormoni delle acque: formano il liquido amniotico e accumulano acqua nei tessuti, rendendoli più morbidi. Inoltre fanno sì che l’utero diventi sensibile all’ossitocina e si possa contrarre bene durante il parto. Ma sono anche gli ormoni delle emozioni. Più ti apri emozionalmente, più lasci scorrere, fluire le tue emozioni e più aumentano gli estrogeni. Per poterlo fare, hai bisogno di essere protetta, sostenuta e “nutrita” in senso globale. Ancora la sessualità è risorsa importante, ma anche la comunicazione emozionale con il tuo bambino. Lo fa crescere meglio. Immagini di acqua, fiumi, oceani aiutano ad entrare in questa dimensione. Anche la partecipazione a un gruppo di donne dove condividere l’esperienza è risorsa.

 

Investire nella gravidanza- L’impegno per uno stile di vita sano

L’investimento dunque è nella gravidanza, in uno stile di vita sano. Le regole che valgono per tutte le donne per favorire la propria salute sono ancora più importanti in una gravidanza in età avanzata. A tuo favore sta sicuramente una maggiore maturità, una motivazione specifica e la capacità di assumere una disciplina salutare. Questi fattori possono ampiamente compensare un’eventuale maggiore affaticamento del tuo corpo e prepararti anche alla vita con un bambino piccolo da crescere.

Risorsa per favorire questo percorso è l’ostetrica, un’ostetrica con un approccio olistico, salutogenico. Ti saprà sostenere e aiutarti a leggere i segni del tuo corpo e del tuo bambino, saprà vigilare sul vostro benessere in gravidanza, rafforzerà la tua fiducia.

 

Prepararsi al parto naturale

Se in gravidanza hai mantenuta la salute ed hai approfondito le tue risorse, puoi tranquillamente affrontare il parto. La produzione di estrogeni in gravidanza ammorbidisce i tuoi tessuti e le articolazioni del tuo bacino, ti apre fisicamente ed emozionalmente, nutre la placenta e il bambino e quindi siete pronti per il viaggio. Una buona preparazione ti offrirà strumenti corporei e cognitivi per allenare il tuo corpo al lavoro del travaglio. Gambe forti, un bacino mobile, un perineo tonico, una capacità di dirigere il respiro e di rilassarti rapidamente tra una doglia e l’altra ti permetteranno di spendere meno fatica durante il travaglio e di ridurre quindi lo stress naturale del parto.

 

Quando rivolgersi al medico?
Quando ci sono altri rischi di salute associati
Se sei obesa
Se fumi regolarmente
Se vuoi fare la diagnosi prenatale
Se hai la pressione alta fin dall’inizio della gravidanza
Se hai familiarità con il Diabete
Se hai avuto precedenti gravidanze con problemi
Se hai la sensazione di averne bisogno
Se l’ostetrica riscontra la necessità di un controllo medico

 

Letture:

D&D, il giornale delle ostetriche:

-      n. 29: Gli ormoni come risorse endogene

-      n. 31: Capire la fertilità, il concepimento naturale e artificiale

-      n. 35: Accompagnare la gravidanza

-      n. 38: I rischi del parto tecnologico

-      n. 43: Le mestruazioni (Alchemilla)

-      n. 45: La continuità dell’assistenza (salutogenesi)

ed. Scuola Elementale di Arte Ostetrica, Firenze, scuolasrl@catpress.com

 

V. Schmid: Venire al mondo e dare alla luce, Apogeo ed. 2005

V. Schmid, Salute e Nascita, la salutogenesi in gravidanza, Apogeo ed. Milano 2007

G. Soldera: Le emozioni della vita prenatale, macro ed. 2000

JP Relier: Amarlo prima che nasca, Le lettere ed. Firenze

M. Odent: L’acqua e la sessualità, Red ed.

M. Odent: Acidi grassi essenziali, Red. ed.

One thought on “Essere madri a 40 anni: un parto naturale è possibile?

  1. Purtroppo io (39 anni ) non ho altra via che la fecondazione assistita dato il mio compagno (53 anni)ha un problema prtotratto di varicocele non più operabile quindi ritengo ci siano dei casi in cui questo tipo di fecondazione sia leggittimata. Concordo sul terrorismo psicologico che i media fanno sulle donne ultra trentaciquenni (d’altronde se una donna ha regolarmente il ciclo vuol dire che c’è ovulazione) vuoi perchè non vogliono farti fare figli (controllo demografico) vuoi per spingerti alla procreazione assitita (per far guadagnare quattrini all’impianto medico) fatto sta che i tempi sono cambiati, i figli si fanno sempre più tardi e più avanti si va con gli anni meno probabilità ci sono (se riuscirò a prendermi in cinta in questi mesi a sessant’anni mio figlio/a avrà vent’anni e suo padre settantacinque praticamente l’età dei nonni!!) .Ogni frutto ha la sua stagione.

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