La costruzione della salute del bambino dall’endo – all’esogestazione

Recenti ricerche  forniscono convincenti prove che la salute di cui godiamo durante tutta la nostra vita è determinata in buona parte dalle condizioni del  nostro sviluppo in utero. Il modo in cui siamo entrati nella vita rappresenta il fattore principale di come la viviamo.

Ognuno di noi, non solo le donne gravide ha una responsabilità verso le generazioni non ancora nate, il cui nome non sappiamo e i cui visi non abbiamo visto per assicurare che le loro vite siano il più possibile sane e gratificanti.

P. Nathanielsz

Il concetto di salute globale nel percorso nascita

La definizione della salute, in base a concetti che tratterò successivamente, è essenzialmente: movimento, reattività, ritmo alternante tra due polarità. Non è né il benessere, né il malessere a costituire la salute o la malattia, ma è l’alternanza fra stati di armonia e di crisi, la capacità reattiva ad esse, a costituire la vita, la vitalità, la salute. Il dialogo, la comunicazione, la relazione ne determinano la qualità. In questo senso la nascita rappresenta una matrice per tutti gli eventi e cicli della vita. E’ anche il primo luogo di apprendimento di tali cicli. Il bambino li apprende nel suo divenire e li ripeterà, arricchendoli di nuove variabili, crescendo.

La gravidanza, il parto, l’esogestazione non sono da considerarsi quindi eventi statici, con un decorso a “curva predisposta”, bensì eventi ritmici, con un movimento individuale, ma regolato dai tempi biologici e dagli eventi relazionali.

La matrice di base di questo ritmo è il movimento tra espansione e contrazione, con una leggera prevalenza dell’espansione sulla contrazione durante la gravidanza, il parto e l’allattamento.

Il ritmo comportamentale della donna è costituito dal movimento tra comportamento attivo e passivo – ricettivo, tra espressione dell’energia maschile e di quella femminile, sempre con una prevalenza dell’energia femminile su quella maschile, che si farà via via più marcata nell’evolversi di gravidanza e parto.

Il ritmo emozionale è quello tra apertura interiore e autoconservazione, con una leggera prevalenza dell’apertura sull’autoconservazione che diventa totale al momento del parto..

Queste prevalenze sono necessarie alla donna per poter far crescere un bambino dentro di sé, partorirlo e allattarlo. Ma ricordiamoci sempre che la donna gravida non si perde in una sola polarità, ma mantiene l’oscillazione tra i due poli e quindi insieme alla crescente apertura e all’abbandono mantiene anche la sua individualità, soggettività e decisionalità. Un fattore che viene spesso trascurato.

Dal punto di vista della fisiologia della salute oggi è chiaro a tutti che gli eventi della riproduzione si svolgono prevalentemente a livello del cervello arcaico, cioè del sistema limbico, del talamo e ipotalamo, dell’ipofisi e sono quindi prevalentemente involontari. In queste zone si coordinano le emozioni profonde, gli istinti vitali arcaici, le memorie profonde, la sessualità con le secrezioni endocrine e i neurotrasmettitori, gli informatori e comunicatori del corpo che producono le rispettive azioni fisiologiche nel corpo.

Il cervello arcaico è la sorgente principale di quel linguaggio che favorisce la comunicazione nel corpo e tra i corpi e le emozioni di madre e bambino. Si può affermare che attraverso tali informatori la madre, a un livello profondo, è costantemente informata sullo stato di essere del suo bambino e il bambino è altrettanto informato sullo stato fisico e emozionale di sua madre. Già questa conoscenza deve indurci a porre una grande fiducia nei saperi della donna. Se poi si vuole allargare ulteriormente lo sguardo sull’ecosistema umano e sull’ambiente nel quale la donna vive, possiamo osservare dense relazioni tra ambiente e attività del cervello arcaico. In sintesi si può affermare che la salute è il risultato di una buona comunicazione cellulare, chimica e emozionale e quindi di una buona relazione tra i vari elementi componenti l’essere umano e il suo ambiente. La salute del bambino  è il risultato di una buona comunicazione madre – bambino – ambiente, a livello fisiologico e emozionale. Ne emerge di riflesso l’importanza del fattore comunicativo e  relazionale, prova ne è il fatto che un bambino che nasce e rimane senza relazioni, si ammala e nei casi gravi muore. Un adulto fuori da una rete relazionale altrettanto si ammala.

La capacità relazionale, l’ascolto di sé, il ritmo comportamentale sono risorse per la salute nel percorso maternità.

 

La salute del bambino in gravidanza

Nel primo trimestre:

Fin dall’inizio della sua esistenza i concetti di ritmo e reattività fanno parte della sua matrice creativa.

Numerosi sono i pericoli in agguato dell’embrione: appena dopo il concepimento potrebbe restare bloccato nella tuba, potrebbe venire aggredito dal sistema immunitaro materno, potrebbe non trovare il giusto ordine per formarsi, potrebbe cadere nella cavità uterina senza la possibilità di trovare un approdo, potrebbe trovare un terreno non pronto, scarso nutrimento, scarso ossigeno di cui ha estremo bisogno per la sua attività cellulare intensa, potrebbe percepire lo spavento della madre, quando scopre di essere incinta, potrebbe incontrare sensazioni ostili ecc. Ad aspettarlo nella cavità uterina vi sono i macrofaghi che possono decidere di eliminarlo o farlo crescere. Eppure l’embrione ha notevoli competenze e risorse, un potenziale generativo incredibile ed è dotato di una volontà precisa per navigare sano e salvo in mezzo a questi pericoli. Moltissimi meccanismi fisiologici lo sostengono nel suo viaggio verso il mondo, come la sua capacità di nutrirsi in modo autonomo, di annidarsi dentro l’endometrio, di usare le sue cellule multipotenti  secondo i bisogni del momento, di riparare e ri-formare i tessuti lesi o incompleti, di produrre ormoni. Certo, una madre lo può aiutare ulteriormente, se è a conoscenza del suo lavoro iniziale. Glielo può facilitare, rallentando i suoi ritmi e gli impegni generali del suo organismo, praticando la respirazione profonda per fornirlo di ossigeno, pensandolo e accogliendolo per facilitargli il radicamento sereno.

Il ritmo e il movimento:

Fin dall’inizio del suo sviluppo l’embrione attiva dei ritmi. Dopo ogni fase di sviluppo dinamico, tridimensionale vi è una pausa, entra quindi nel ritmo attivo – passivo, lo stesso ritmo della creazione del mondo (ritmo giorno-notte, 6 giorni di attività, uno di riposo e contemplazione).

Gli organi si sviluppano con dei movimenti precisi: per esempio il tubo neurale inizia con la notocorda che subisce una  spinta in alto e in avanti, le creste neurali si aprono come le ali di una farfalla, per poi piegarsi in un abbraccio sul tubo neurale, chiudendolo, includendo una parte del liquido amniotico (espansione – contrazione).

L’intestino nasce dall’invaginazione del sacco vitellino e da altre invaginazioni, è inizialmente chiuso e si apre nella sua evoluzione ai due poli craniale e caudale in bocca, naso, ano (contrazione – espansione).

Il cuore nasce all’esterno dei fogli embrionali e l’embrione, crescendo si flette in avanti e lo avvolge, lo incorpora.

La dinamica della forma:

L’ovulo in sviluppo non ha ancora forma, è indistinto (stadio della formazione dei tre fogli embrionali: ento- ed ectoderma, mesoderma), ma contiene nella forma archetipica la forma futura (neurotrasmettitori, informatori chimici). Ha in sé il tutto. E’ la matrice delle matrici. Ha un altissimo potenziale! La funzione dei singoli organi, secondo Fedor Freyberg, esiste prima della loro formazione, l’organo si forma di conseguenza.

All’origine di ogni forma c’è la vibrazione, prima forma del movimento. Il citoplasma agisce come sostanza morfogenetica, l’acqua trasmette le vibrazioni, nell’acqua circolano i neuromediatori.

La stessa genetica entra in una dinamica addirittura endogena e esogena. L’essere umano, la persona che emergerà da questo complesso processo creativo è il risultato di un processo dinamico tra genotipo, fenotipo, ambiente e fattori energetici. Il dinamismo di organizzazione è dualistico, polare. Ogni parte in sviluppo ha una tendenza autoassertiva e una tendenza integrativa (Weihs)

Sempre secondo Weihs il pensiero lineare di stimolo – risposta (materialismo) già qui dev’essere sostituito da quello di un sistema, di un ordine gerarchico aperto autoregolante (dignità, libertà).

 

I maf e l’apprendimento nel primo trimestre:

Dopo 7 settimane di gravidanza si possono già osservare dei maf di rifiuto e difesa, dei maf per orientarsi, dei maf spontanei e di riflesso (su stimolo del mov. Materno)

Questo ci parla per una vita psichica e sensoriale dell’embrione già attiva. Esistono memorie di questo periodo dentro di noi. Sono oceaniche, globali, non definite, forme esperienziali globali (Schindler)

L’esperienza, l’apprendimento sono  il presupposto dello sviluppo

Le endorfine hanno un ruolo importante nell’apprendimento e sono già presenti a sette settimane, a 12 settimane hanno  raggiunto i livelli pari ad una persona adulta.

Il tronco encefalico (parte del sistema limbico) che si forma molto presto possiede una placca di recettori per l’ apprendimento, le emozioni, la memoria profonda.

La memoria fetale è legata alla ripetizione. Apprendere e risolvere problemi per il feto è stimolante e divertente

Agenti tossici come fumo, alcool, inquinamento producono una sofferenza dei neuroni, delle sinapsi, della mielina, la crescita del cervello si riduce. Infatti, se arriva nicotina o alcool nel liquido amniotico, il bambino smette di berlo.

 

I sensi:

La competenza sensoriale è una delle più importanti del feto. E’ attraverso i sensi che forma il suo corpo, il suo cervello e le sue esperienze.

A 24 giorni sono formati in forma microscopica tutti gli organi nei principi costruttivi di base con le tracce di tutte le funzioni elementari;

A 12 settimane il feto è perfettamente in grado di coordinare e integrare attività sensoriali, motorie e attività cerebrali, di organizzare il suo comportamento. Esprime una sua personalità anche attraverso la mimica della faccia.

 

Box da inserire in un punto dell’articolo

 

I bisogni fisici e psichici del pre-embrione e dell’embrione:

-      non essere solo,

-      orientarsi,

-      nutrirsi,

-      ricevere ossigeno

-      ricevere accoglienza,

-      ricevere protezione dagli inquinamenti

-      ritmo

-      endorfine, prolattina,

-      terreno buono (umido, ricco),

-      avversione ridotta (sistema immunitario),

-      neurotrasmettitori, comunicazione

 

Nel secondo trimestre

Il bambino comincia ad apparire e a comunicare verso l’esterno. La sua forma diventa visibile, i suoi movimenti permettono la comunicazione sociale. I suoi sensi sono sviluppati al punto da poter percepire gli stimoli esterni. A questo punto c’è la tendenza da parte di qualcuno di considerarlo già come un essere a sé,una persona con diritti sociali e giuridici. Il difficile enigma che si sottrae alla nostra comprensione razionale è ben rappresentato dalla placenta, radici del bambino, ma formato da due organismi distinti. Il bambino è sì persona e individuo, ma contemporaneamente è una parte inscindibile del corpo materno. Può essere persona solo in quanto parte di lei. La sua salute, il suo benessere, il suo sviluppo passano attraverso la salute, il benessere della madre. La madre, curando se stessa, cura il bambino. Curando la propria salute promuove la salute del suo bambino, ora e per il futuro. Salute intesa nel senso globale, attraverso lo stile di vita, il ritmo, le relazioni, la vita emozionale. Ma può allo stesso momento nutrire e stimolare il bambino persona attraverso i canali sensoriali.

A 20 settimane circa il bambino passa da uno stato totalmente introverso verso uno stato estroverso, di nuovo un movimento polare. Molti popoli festeggiano questa apertura del bambino verso il mondo con rituali specifici. La relazione e l’accoglienza del bimbo nel mondo esterno  assume un suo primo significato importante.

La comunicazione interiore tra madre e bambino favorisce il flusso e lo scambio placentare, base della salute fetale. Il mondo emozionale della madre con i suoi aspetti polari tra momenti sereni e momenti tesi preparano il bambino dolcemente alla polarità nella vita, la placenta filtra le tensioni e cerca di mantenere un’omeostasi a basse oscillazioni. La placent (madre, radice) cura l’adattamento del bambino.

 

Nel terzo trimestre

Nel terzo trimestre tutti i ritmi si approfondiscono. Inizia la vera preparazione alla vita extrauterina. Il bambino apprende il sonno profondo da alternare al sonno REM, apprende l’interruzione del movimento costante, a fermarsi, approfondisce le sue capacità motorie e apprende la spinta attiva, gli ormoni diventano più ciclici, ma anche più polari: abbassamenti di progesterone si alternano a rialzi di ossitocina. Tutto il sistema fisiologico spinge il bambino nella direzione del ritmo espansione-contrazione, il ritmo del respiro, il ritmo della vita. A un certo punto critico l’omeostasi offerta finora dalla placenta si arrende al ritmo e il bambino si vede costretto di iniziare una propria produzione di adrenaline, gli ormoni della reattività per eccellenza. Un bambino cresciuto e maturato così può affrontare il parto senza rischi (sempre salvo l’imponderabile). E’ pronto, il suo sistema reattivo, la sua salute sono idonei per la prova che lo aspetta.

Il rispetto dei ritmi di madre e bambino sono la premessa per una nascita sana. L’interruzione dei ritmi li mette in pericolo.

 

La nascita come approfondimento della reattivita’

Il parto fisiologico, vaginale è un elemento determinante secondo questo concetto di salute. L’intenso ritmo contrazione-espansione con la relativa produzione ormonale mette il bambino in grado di affrontare la vita non solo dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista dell’aggressività. Le contrazioni uterine non sono solo da intendersi come forze espulsive, ma anche come regolatori dei nuovi sistemi di adattamento fetale. l’ossitocina stimola in parallelo la produzione di vasopressina. La vasopressina lavora con il sistema nervoso simpatico, l’ossitocina con il parasimpatico. l’ossitocina produce un aumento della circolazione sanguigna. E’ presente in dosaggi alti nell’arteria ombelicale, mentre la vasopressina è presente nelle vene ombelicali. I due ormoni regolano quindi la circolazione e il movimento dei liquidi dalla madre al feto. In caso di somministrazione di ossitocina sintetica questa polarità nei vasi ombelicali s’inverte. I due ormoni regolano anche il funzionamento e i livelli del nuovo sistema di adattamento fetale. Intervengono nella divisione del POMC più a favore dell’ACTH o del MSH, secondo le concentrazioni presenti.(Rockenschaub). La nascita vaginale con un suo inizio spontaneo, dettato dal bambino, con i suoi ritmi spontanei e fisiologici, crea le basi per il sistema di adattamento “steady state” (vedi D&D n.29), ovvero per la capacità di mantenere l’omeostasi, e successivamente per lo sviluppo del sistema “attacco e fuga”che permette al bambino di percepire i pericoli e di salvarsi con comportamenti adeguati. E’ quindi fondamentale per la  sua capacità reattiva, per la sua salute fisica e psichica. E’ in fondo, un suo diritto. L’altissima produzione dell’adrenalina fetale durante il parto da al bambino la possibilità di aggredire il mondo, di andare verso il mondo, di orientarsi e prendersi il suo posto.

 

Il principio della lotta

Il termine, coniato da Michel Odent, indica l’importanza per i sistemi reattivi del bambino a potersi eprimere anche sul piano comportamentale ed emozionale. La capacità di lottare produce salute. Il bambino apprende la lotta fin dall’inizio della sua esistenza. Aggredire l’endometrio con i suoi villi ne è una delle prime espressioni. Mettersi in posizione cefalica ne è un’altra. Ma l’imprinting decisivo lo riceve durante la nascita vaginale. Reagire alla pressione interna, spingersi fuori attivamente, lottare per venire al mondo sono esperienze primarie fondamentali per la vita futura. L’allenamento continua con l’allattamento al seno. Procurarsi il cibo, succhiare con tutte le forze, chiedere relazione con il pianto, reagire alle prime malattie con le competenze endogene ecc. sono solo alcune delle tappe importanti che lo attendono. Ma sopratutto sono importanti per la salute. Perché favoriscono la reattività.

Il bambino ha delle competenze endogene  per questa sfida che occorre conoscere, rispettare e favorire. Eccone alcune:

- Le qualità motorie: il bambino si posiziona correttamente nell’utero e si spinge attivamente verso il mondo

- Le qualità sensoriali: il bambino percepisce fin dalle prime settimane della gravidanza attraverso i sensi, i sensi sono la via di apprendimento e di esperienza prioritaria e gli permettono l’orientamento

- Le capacità endocrine: durante il parto è fortemente coinvolto nella cotruzione del sistema ossitocico uterino e si proteggge con l’adrenalina fetale grazie alla quale promuove anche l’attaccamento e la relazione in prima persona

- Le qualità del temperamento: sono riconoscibili fin dall’inizio della gravidanza e preparano la dinamica relazionale fra bambino e genitori

- Le qualità emozionali: ogni bambino stimola nella madre e nel padre aspetti emozionali specifici in base alla sua costituzione emozionale

 

Le competenze del neonato: invece sono le seguenti

- il pianto (segnale che attiva la relazione, richiesta)

 

- gli stati comportamentali:

sonno profondo

sonno attivo

stato di transizione sonno – veglia

veglia quieta

veglia attiva

-il riflesso di rotazione  (ricerca del seno)

- il riflesso di suzione, la capacità di alimentarsi

- la capacità di orientarsi con l’uso dei sensi

- la capacità di fermarsi, attenzione e relazione

- la capacità di indurre tenerezza e atteggiamenti di accudimento negli adulti attraverso lo sguardo intenso, i movimenti del corpo, l’odore

- la capacità di imitare il volto umano.

 

Queste competenze mettono in grado il bambino di emettere dei segnali forti rispetto ai suoi bisogni. Se ottiene risposta ai suoi segnali, se si instaura un dialogo tra lui e chi lo cura, impara che vale la pena mandare dei segnali, lottare ed entrerà nel ritmo di alternanza tra richiesta e soddisfacimento, allenando la sua capacità reattiva.. Se i suoi segnali vanno a vuoto e non vengono raccolti dopo un tempo più o meno lungo il bambino si rassegna e non lotta più. Diventa “tranquillo e buono”, un bambino facile che non chiede. Ma il suo ritmo diventa statico e il suo sistema endocrino comincia a produrre del cortisolo, l’ormone della sottomissione, e comincerà ad ammalarsi più spesso. Attiva il meccanismo di stress-adattamento-esaurimento.

Riconoscere al bambino il rispetto dei suoi bisogni al momento della nascita e durante l’allattamento, accoglierlo come una persona con tutti i diritti e bisogni di una persona è un obiettivo importante nella promozione della salute.

 

Nell’esogestazione

Nel primo trimestre dell’esogestazione il bambino fa un grossissimo lavoro di adattamento. Mette appunto i suoi sistemi autonomi, il sistema immunitario, endocrino e neurovegetativo, ma anche i suoi apparati fisiologici. E’ ancora aiutato dal latte materno che lo fornisce di anticorpi, ormoni e informatori e dal corpo materno che gli insegna i ritmi. Il corpo materno è un vero e proprio monitor delle funzioni fetali e interviene in modo subcorticale nel loro aggiustamento. Un bambino piccolo ha bisogno di tempo per apprendere. Inoltre nell’esogestazione apprende la relazione. interagisce prima con le persone e, successivamente con l’ambiente. Come abbiamo già visto nell’endogestazione, il bambino apprende attraverso la ripetizione. Quindi non è tanto il singolo atto, quanto la continuità di un atteggiamento a incidere sulle sue modalità di crescita.

Cosa apprende un neonato? la polarità (luce-buio, fame-sazietà, frustrazione-gratificazione ecc.), i ritmi circadiani, fisiologici, attraverso sincronizzatori interni ed esterni, la relazione in cui lui è l’iniziatore, attraverso la relazione la reattività che incide anche sul  suo sistema immunitario.

Tutti elementi della salute.

Occorre dargli il tempo e lo spazio per la ripetizione, per sperimentarsi e risperimentarsi. Questo vale anche per le prime malattie comuni. Il sistema immunitario deve sperimentarsi e apprendere come combattere le malattie. Se tutti i sintomi vengono immediatamente repressi con sostanze esogene, gli togliamo questa possibilità. Creare delle malattie artificiali attraverso i vaccini, prima che i sistemi di adattamento del bambino si siano organizzati è altrettanto deleterio dal punto di vita della salute di base.

Lo stesso vale per lo svezzamento. Il cibo esogeno è un fattore estraneo per il sistema immunitario, deve imparare gradualmente a riconoscere sopratutto le proteine estranee, per cui vanno introdotte gradualmente (prima vegetali, poi animali), nel periodo in cui il bambino è pronto e nei tempi di tolleranza che segnala lui.

Vale per lo sviluppo motorio. Il bambino relegato in un passeggino dalla mattina alla sera perderà la sua reattività, la sua salute. Un bambino ha bisogno di spazio per sperimentarsi, ha bisogno di capire i propri limiti e potenziali attraverso l’esperienza. Il principio della reattività è applicabile a tutto. E può diventare un criterio di osservazione che ci fa capire, se un bambino è sano o no, se è più o meno a rischio di malattia.

L’eccesso di  stress in tutte le fasi del percorso nascita, un parto operativo, la mancanza dell’allattamento materno, farmaci, vaccini e uno svezzamento troppo precoce ne compromettono e pregiudicano la futura salute per tutta la vita.

Da qui ancora una grande responsabilità verso il non nato e il bambino piccolo di proteggerlo da inquinamenti e interferenze e di favorire la naturalità della sua nascita e crescita.

 

SCHEDA

 

ELEMENTI CHE INCIDONO SULLA SALUTE DEL BAMBINO

 

ELEMENTI FAVORENTI                                                ELEMENTI NOCIVI

 

Gravidanza ritmica                                                     Gravidanza statica

 

Bonding prenatale                                                     Interferenze esterne nella relazione                                                                                          madre-bambino, diagnosi prenatale

 

Lavoro corporeo come esperienza di sé         isolamento sociale

gruppi attivi                                                       gruppi passivi

 

Sostegno professionale e familiare                       solitudine affettiva e                                                                                                              mancanza di                                                                                                                          accompagnamento professionale

 

Demedicalizzazione                                                      Medicalizzazione

Inizio spontaneo del travaglio                                          induzione del travaglio

Parto spontaneo, attivo                                                    Parto operativo, passivo, TC

 

Bonding immediato nel periodo sensitivo                              Separazione immediata tra                                                                                                                 madre e bambino

 

Continua presenza del bambino                              Nursery parziale o totale

 

Interazione libera tra madre e bambino            Regole comportamentali

 

Rispetto e fiducia verso la madre                              Sfiducia e “infantilizzazione” della                                                                                     donna

 

Molto contatto fisico tra madre e neonato            Scarso contatto fisico

 

Conoscenza delle competenze del neonato           Pregiudizi e consigli disomogenei,        e della fisiologia dell’allattamento                            non fondati su conoscenze scientifiche

 

Sostegno e condivisione da marito e                               interferenze e condizionamenti   familiari rispetto all’allattamento al seno                   rispetto all’allattamento al seno

Libertà incondizionata nelle scelte                             Pregiudizi sulle “giuste” abitudini da educative                                                                        dare ai bambini

 

Ambiente tranquillo, sereno                                          Ambiente con tensioni, stress

 

Pediatra che riconosce l’importanza della            Pediatra che colpevolizza la madre e

relazione madre-bambino per la salute del            la vede come antagonista del                                                                                                 bambino

bambino e sostiene la madre e la libertà                da regole rigide per l’allattamento e il

nell’allattamento                                                                  comportamento materno

ampioni di latte artificiale con                                                                                                 prescrizioni di orari e                                                                                                         quantità

 

Aiuto domestico nel primo trimestre                             Sovraccarico e solitudine nel primo                                                                                       trimestre

 

Gruppi di sostegno dopo parto                           Esclusione dalla vita sociale

Allattamento prolungato oltre i sei mesi                        Allattamento artificiale o                                                                                                          svezzamento prima dei sei mesi

 

Terapie conservative in caso delle malattie                Eccesso terapeutico con antipiretici

comuni dei bambini                                                       antibiotici, sopprimenti la reattività

e permettere al bambino di reagire

 

Posporre le prime vaccinazioni oltre l’anno                Vaccinare nel periodo                                                                                                           dell’esogestazione                                                                                                               (stress artificiale                                                                                                                      per il sistema immunitario)

 

La salute a lungo termine e l’origine delle malattie nel periodo perinatale

Sempre di più anche nella ricerca sulla salute si ritorna all’importanza della vita pre- e perinatale.

David Barker dell’Università di Southampton per esempio è arrivato alla conclusione, dopo aver esaminato più di 50 studi importanti fatti negli USA, in Svezia e Inghilterra che la salute degli oltre 50enni è stata già determinata in utero. Dice:” Dobbiamo accettare che i nove mesi prima della nascita hanno evidentemente un’influenza pregnante sulla salute in età avanzata”. Barker si è concentrato sopratutto sulle malattie cardiovascolari, su alcuni tumori e sulle malattie metaboliche. Di particolare importanza ritiene il basso peso alla nascita dovuto a iposviluppo. Dice che se il bambino riceve meno nutrimento nel secondo e terzo trimestre, mentre crescono e si perfezionano il pancreas, il fegato, la muscolatura, il cervello ecc. è più a rischio in età adulta. Esperimenti su animali dimostrano una riduzione delle cellule e della loro capacità di riparazione e rigenerazione. Inoltre il metabolismo si regola su un equilibrio di scarsa alimentazione. I rischi di sviluppare malattie metaboliche in età adulta si riduce se la persona rimane magra e continua a mangiare poco. Ma se mangia di più, il suo organismo non è in grado di affrontare il lavoro.

Altri ricercatori dimostrano come l’alimentazione nel primo anno di vita possa portare a ipertensione a causa dell’alto contenuto di sale nei latti vaccini e di malattie cardiovascolare a causa del basso contenuto di colesterolo nei latti vaccini che costringe il bambino a una iperproduzione di colesterolo. Anche Nathanielsz dimostra come bambini con condizioni prenatali svaforevoli sviluppano più facilmente malattie cardiache, ipertensione, obesità, diabete e risposte alterate agli stimoli di stress nella loro vita adulta. L’intelligenza, l’orientamento sessuale, difficoltà di apprendimento, difficoltà aomportamentali e disordini emozionali sono dovuti a eccesso di stress in momenti critici del periodo perinatale.

Michel Odent parla delle correlazioni dei vissuti emozionali, dello stress e dei farmaci usati nel periodo perinatale e la condizione adolescente.

Da questi esempi possiamo dedurre le analogie sugli altri piani dell’essere umano, su quello comportamentale e emozionale. Sappiamo che disturbi neurovegetativi e comportamentali dei neonati perdurano per lo meno per tutta l’infanzia e adolescenza.

 

 

Riferimenti bibliografici:

Chamberlain: The mind of your newborn baby, I bambini ricordano la nascita, Bonomi ed.

T. Weihs: Embriologia tra mito e scienza, Filadelfia ed.1986

Schindler: Oekologie der Perinatalzeit, Hypokrates Verlag, Stuttgart

Moore, Persaud: Lo sviluppo prenatale dell’uomo

D. Barker: Mothers, Babies and Health in later Life, Churchill livingstone 1998

P. Nathanielsz, Life in the Womb, the origin of Health and Disease, Promethean Press, ithaca, New York 1999

J. Liedloff, Il concetto del continuum, Meridiana ed.

M. odent: Il Bebé è un mammifero, Red ed.

V. Schmid, D&D, il giornale delle ostetriche  n. 0, n. 3/4, n. 17, n. 28, n. 29

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