Nascere e vivere con consapevolezza

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Nascere, vivere e morire sono eventi della stessa natura che si tendono su un arco di tempo più o meno ampio. Sono eventi interconnessi, matrici di un’esperienza unica, personalissima e collettiva allo stesso momento. Il modo in cui nasciamo determina, oltre la direzione della nostra vita il mondo attorno a noi, nel senso che noi creiamo il nostro ambiente in base a quello che siamo.

L’attuale crisi globale del mondo, di tutte le sue strutture e di tutti i suoi valori, che lo porta sull’orlo dell’autodistruzione trae origine dall’allontanamento dalle leggi della natura, dalla madre, dalle leggi ecologiche. Oggi il controllo sulla natura crea l’illusione di una sicurezza che quotidianamente la stessa natura smentisce.

L’individualismo, spintosi all’estremo, ha messo in secondo piano la consapevolezza che in realtà noi esseri umani funzioniamo insieme agli altri e al nostro habitat come un unico sistema interagente. Ce lo devono ricordare e re-insegnare i popoli nativi per esempio, le culture matristiche, le esperienze insieme.

Natura ha previsto che la nascita sia un evento relazionale e di amore che lega il cucciolo alla madre e vivere la nascita nella sua dimensione umana ci offre un insegnamento di cui oggi tutti abbiamo estremamente bisogno, compreso i bambini che arrivano in questo nostro mondo.

La consapevolezza e il rispetto della nascita e della vita, la ricerca di una dimensione globale, relazionale e affettiva è a mio avviso la radice per armonizzare il mondo e favorire la crescita di bambini e adulti sani.

NASCERE E VIVERE CON CONSAPEVOLEZZA è una scelta individuale ma necessita di condivisione. Necessita di saperi, di strumenti, di confronti: a questo vorrei dedicare questo blog.

Lo sapevi che…la manovra di Kristeller

Lo sapevi che….

Di Kristeller si può morire? La manovra di Kristeller è la famosa spinta sulla pancia o “l’aiutino” che ti danno, quando il bambino sta per nascere. Manovra rischiosa sia per il bambino che per la madre è vietata in tanti paesi. Può provocare rottura d’utero, ma anche di costole, di stomaco e diaframma, esercita una pressione sulla testa del bambino più forte di quella di un forcipe o una ventosa e una pressione eccessiva anche sul suo corpo. In genere non viene menzionata in cartella clinica.

Come proteggerti? Non sdraiandoti sul lettino da parto per il periodo espulsivo o, se proprio non lo puoi evitare, solo all’ultimo momento, quando già affiora la testa del tuo bambino.