LA VIOLENZA OSTETRICA – POSSIBILI CAUSE E POSSIBILI RIMEDI

La violenza ostetrica, oggi tema di attualità, in realtà è un fenomeno diffuso da tempo. Le donne finalmente ne parlano, ma la subiscono anche i neonati che non possono dirla.

Il comportamento violento o di disrispetto, benché agito da persone singole, è indotto dall’ambiente che condiziona fortemente le azioni delle persone, ma anche dal processo stesso del partorire.  Senza togliere la responsabilità personale di chi agisce il disrispetto, occorre essere consapevoli, che l’ambiente può attivare certi aspetti emozionali soprattutto se non elaborati negli operatori e autorizzare comportamenti che sono tabù in altre situazioni. Questo condizionamento contestuale si esprime maggiormente in chi è debole emotivamente o carico di esperienze personali difficili non elaborate. Infatti, si basa anche su un senso di impotenza e l’uso difensivo del potere autoritario esercitato sull’altro, soprattutto se l’altro si trova in una situazione vulnerabile. Continua a leggere

IL RE E’ NUDO – Il falso mito della sicurezza dell’ospedale per il parto normale

Attenti, si nasce!!!

L’adrenalina schizza in alto, numerosi personaggi entrano in scena, incitamenti come sul ring del box confondono la madre che sta tentando di spingere fuori da sé il suo bambino, spesso distesa sulla schiena, esposta agli sguardi di tanti, impossibilitata a seguire il suo corpo.
Tra spintoni e tiraggi esce il bambino, applausi – e la platea si svuota, il bambino sparisce. Rimane una donna svuotata e sola sul suo lettino da parto.
Un parto naturale, esultano gli addetti ai lavori!

Silenzio, nasce un bambino! Continua a leggere

LA PSICONEUROENDOCRINOLOGIA DELLA FASE DILATANTE NEL PARTO

LA PSICONEUROENDOCRINOLOGIA DELLA FASE DILATANTE NEL PARTO

Come sostenere il processo globale di apertura

Di Verena Schmid

La moderna psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) guarda al corpo come a un sistema in rete che, attraverso l’interazione delle funzioni specifiche dei singoli organi e sistemi, forma un inscindibile insieme. In particolare la PNEI rileva la collaborazione, la strettissima interdipendenza e interscambiabilità in alcune loro funzioni dei sistemi endocrino, neurovegetativo/limbico e immunitario. Supera così il concetto copernicano che quarda al corpo come a una macchina e ai pezzi di cui è fatta.

Gli studi neurofisiologici hanno messo chiaramente in rilievo come corpo e psiche siano parte inseparabile e interagente dell’individuo e come emozioni, comportamenti, pensieri si trasformino in ormoni, impulsi nervosi, reazioni immunitarie e viceversa (Bottaccioli 2005). Continua a leggere

Sarah Buckley



Effetti a breve e lungo termine sia sulla donna che sul bambino di interventi di routine
Sarah Buckley, australiana, medico di famiglia, ricercatrice e mamma di 4 figli è fautrice del parto naturale, ma con l’occhio acuto della ricercatrice. Riesce a unire una visione globale della maternità con una ricerca accurata di risultati scientifici che la confermino. Indaga non solo sui potenziali danni della medicalizzazione a breve e lungo termine, ma analizza anche i danni conseguenti al disturbare o inibire i processi fisiologici che sono accuratamente descritti. Inoltre riporta tutte le recenti ricerche rispetto ai processi di attaccamento, allattamento e accudimento precoce. Nel suo libro ldal Titolo: Partorire e accudire con dolcezza, Leone Verde ed. troviamo quindi ricerche rispetto agli effetti a breve e lungo termine sia sulla donna che sul bambino di interventi di routine come gli ultrasuoni (ecografie, cardiotocografie, sonycaid), somministrazione di ossitocina sintetica, e di interventi come epidurale, taglio cesareo e altri ancora di cui nessuno vuole parlare.
Ma troviamo anche ricerche che rilevano l’importanza della conservazione dei meccanismi fisiologici dei processi del divenire madre, dei flussi ormonali e della loro funzione protettiva. Continua a leggere

LA SINDROME DA “DEFICIT DI NATURA”



Un interessante articolo comparso su D di Repubblica l’11 febbraio parla della sindrome da deficit di natura, osservata in bambini cinesi cresciuti nelle megalopoli moderne. Studiati per 10 anni, questi bambini, che non hanno mai visto un animale, toccato un filo d’erba, fatto esperienze sensoriali nella natura, che però sanno usare benissimo computer e strumenti tecnologici e sanno tutto, sono stati trovati privi della conoscenza dei meccanismi della vita. Nella ricerca sono infatti stati trovati con sette volte meno possibilità di successo nella vita, più indisciplinati, più dipendenti, incapaci di prendere delle iniziative, più aggressivi, meno capaci di concentrarsi, più fragili fisicamente, meno stabili nella mente, più tristi e più isolati. Gli studioso concludono che solo l’attività nell’ambiente può costruire la personalità, assicurando uno sviluppo completo dell’essere umano. Continua a leggere